Cerca

A che età è consigliabile effettuare la prima visita ortodontica specialistica?”

Una prima visita specialistica è consigliabile fra i 3 ed i 6 anni quando ancora sono presenti elementi dentari decidui.
Una crescita disarmonica delle basi ossee o un’alterata funzione dell’apparato stomatognatico (masticazione, respirazione, deglutizione) può essere corretta e trattata più efficacemente se intercettata precocemente. La malocclusione, anche in fase di dentatura da latte, può essere il segno di una disarmonia dento-scheletrica.

“A che età è consigliabile mettere l’apparecchio?”

Dipende dal tipo di problema, in alcuni casi è opportuno intervenire precocemente (trattamenti intercettivi), negli altri casi si può intervenire in dentizione permanente, consentendo un’ottima correzione dei difetti in un intervallo di tempo ragionevole (circa 2 anni).

Non si definisce un’età precisa in cui mettere l’apparecchio perché la permuta dei denti e la crescita sono assolutamente individuali.

“Gli apparecchi ortodontici sono dolorosi?”

E’ consuetudine che, soprattutto nei primi giorni, si avverta fastidio e indolenzimento ma sono sensazioni del tutto normali che in poco tempo si attenuano.[/accordion_item][accordion_item parent_id=”” title=”Cos’è l’ortodonzia intercettiva precoce?”

È l’Ortodonzia, definita della prima fase, eseguita durante il periodo della dentatura mista (presenza contemporanea di denti da latte e denti permanenti), solitamente tra i 5 e i 9 anni.
Essa si occupa proprio di correggere le forze muscolari, in particolare della lingua, che possono influire negativamente sullo sviluppo armonico delle ossa mascellari tramite l’utilizzo di apparecchi ortodontici mobili (funzionali) e mediante specifici esercizi che insegnano a correggere i movimenti della lingua e della muscolatura periorale (terapia miofunzionale).
È in questa specifica fase che risulta indispensabile la stretta collaborazione con gli altri specialisti come il logopedista, l’osteopata e l’otorinolaringoiatra perché l’unione di questi differenti approcci consentono di pervenire alla più completa e definitiva correzione di ogni alterazione funzionale. L’Ortodonzia intercettiva si rivela, dunque, basilare per predisporre un corretto rapporto tra le arcate dentarie e consentire la creazione di spazi idonei all’allineamento dentale, eliminando quelle interferenze muscolari che in futuro ostacolerebbero i trattamenti ortodontici.

“Quantè la durata del trattamento ortodontico?”

La durata del trattamento varia in relazione al problema ortodontico e alla posizione scorretta dei denti, ma è comunque predeterminata e comunicata dall’ortodontista. Va sfatato il mito delle terapie che durano all’infinito poiché alcune apparecchiature riescono a conseguire il risultato atteso anche in solo un anno, ma la media di una terapia ortodontica completa è generalmente compresa tra i 18 e 24 mesi.

“Se il mio bambino ha un morso inverso, quando va corretto? (detto anche morso crociato nel caso in cui l’arcata inferiore supera l’arcata superiore)”

La correzione del morso crociato deve essere fatta il più precocemente possibile per impedire alla mandibola di crescere in modo incontrollato.

“Apparecchi rimovibili funzionali”

Alcuni trattamenti possono essere realizzati con apparecchiature rimovibili, comunemente dette mobili, che si mettono e si tolgono. Queste offrono il vantaggio di non essere ancorate ai denti, pertanto l’igiene è più facile rispetto agli apparecchi fissi, ma solo in alcuni casi possono essere utilizzate e generalmente in dentizione mista

“Apparecchi fissi e tipologie di attacchi”

Gli apparecchi fissi sono generalmente costituiti da attacchi, che vengono incollati direttamente ai denti mediante resine adesive.
Gli attacchi sono di varia tipologia e forma e possono essere in acciaio oppure in materiali bianchi che li rendono esteticamente più gradevoli.
E’ l’ortodontista, che in base alla tipologia di trattamento, consiglia il paziente sulla tipologia di attacchi più adeguata per quello specifico trattamento.

“In che cosa consiste la contenzione?”

La contenzione è un’apparecchiatura rimovibile per l’arcata superiore che va indossata solo la notte, mentre nell’arcata inferiore è più frequentemente impiegato un filetto metallico fissato internamente ai denti.
La contenzione è indispensabile alla fine del trattamento ortodontico, per stabilizzare il lavoro ortodontico e deve essere portata secondo le prescrizioni dell’ortodontista, ma in generale si prevede un periodo di circa 3 anni.

“Quali sono le principali radiografie in ortodonzia?”

I principali esami radiografici che si eseguono, oltre alla radiografie endorali, sono radiografie extraorali come la ortopantomografia, comunemente detta panoramica, e la teleradiografia.
L’ortopantomografia fornisce una visione d’insieme delle due arcate, escludendo quanto non è di interesse per l’esame. Essa consente di osservare i denti, la loro maturazione, la presenza di elementi soprannumerari, affollamenti o assenza di elementi dentari, le radici dentarie ed eventuali malformazioni, le parti ossee, ragguagliando circa patologie come granulomi, cisti, fratture o altro, e le articolazioni temporomandibolari evidenziando le asimmetrie.
La teleradiografia è una radiografia laterale del cranio e si dimostra un esame fondamentale che consente la visione dettagliata delle strutture dentali e delle basi scheletriche di sostegno (mascellari), permettendo all’Ortodontista l’analisi dei rapporti di reciprocità e posizione, della dentatura e dei mascellari rispetto al contesto cranio-facciale. L’analisi cefalometrica del cranio tramite teleradiografia offre la possibilità di analizzare l’equilibrio delle posizioni di denti e mascelle rispetto alla faccia, ai tessuti molli e alle strutture ossee.
La TAC (o Tomografia assiale computerizzata) è indispensabile in alcuni casi complessi. Si tratta di un esame radiologico ad alta precisione che si compone di più immagini tridimensionali ottenute dall’elaborazione a computer di svariati fotogrammi di sottili strati del corpo.

leggi anche: La sicurezza delle radiografie dentali